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martedì 15 ottobre 2013

Quanto tempo


Quanto tempo
Abbiamo perduto
Lasciato, in un silenzio

Quante notti 
Ti ho aspettata
E pensato, che tu fossi ormai

Andata lontano
In un nuovo sogno
Cercando un altro perche

Andata lontano
in un nuovo giorno
e ogni ieri, lasciato, quaggiù.


Quante volte
Mi sono perduto
In ogni ricordo, di te

In ogni momento
In ogni abbracio 
Nei sorrisi soltanto per me

e non c'era un dove
e non c'era un quando
il mondo là fuori e noi due

ballavamo in silenzio
il waltzer del vento
che suonava soltanto per noi


Perche perche
Non riesco a parlare
Perche perche
Non riesco mai a dire

Le cose importanti
Le cose che sento
E resrano dentro di me


Perche perche
Non riesco ad urlare
Per farti capire
Quanto sei importante per me

E non mi svegliare
Da questo tuo sogno
Che e vero e non ritornera

Solo con te
Non devo indossare
La maschera impressa che

Mi protegge dal mondo
Mi rende più forte
E sono cio che voglion da me

Ma basta un sorriso
E scivola via
E quedto e il vero che

Nient altro che un sogno
Ti posso donare
E questo e quello che ho

Ma se non e tardi
Nemmeno un silenzio
Ti portera lontana da me

venerdì 3 maggio 2013

Last beer mood: la canzone della serata



Ci sono giorni in cui si parte con un progetto, una idea, e si arriva da tutt'altra parte. Uscito dall'ufficio ero andato a comprare le corde nuove per la chitarra, cosi da vedere se - con una muta nuova - sarei riuscito a trovare una buona accordatura. E avrei provato una nuova soluzione per il ponticello, quello attuale - che in realtà non esiste perchè sono solo chiodi attorno cui attorcilio le corde - non mi soddisfa. Iniziato il lavoro però è iniziato a girarmi nella mente un riff, e ad un certo punto ho pensato - ok, prendo solo in mano la chitarra elettrica per un minuto così non lo dimentico -. Perchè una delle mie più grandi paure è sempre dimenticare quello che mi viene in mente. Parole, canzoni, passano e scivolano via leggere come fossero nulla. E, in effetti, mi succede, spesso.  Ho preso la chitarra per quel che doveva essere una breve pausa di lavoro. E' diventata l'occupazione dell'intera serata. Suona un pò diversa dagli altri miei pezzi.. e fa così: last beer

martedì 2 aprile 2013

Milano sotto la neve: il pezzo completo




Questo non è proprio un post, ma l'integrazione di un post. La prosecuzione. Volevo continuare a raccontare la storia della steel ma.. anche questa è una storia. E come sarà raccontata..anche se il racconto sarà apparentemente molto breve perchè - se calcolate la durata del pezzo che sto mandando, e il tempo che normalmente si impiega a leggere un post - vedrete che questo sarà uno dei più lunghi. 


Per cui.. basta scrivere. Milano sotto la neve, prima inviato come testo, adesso come traccia completa (come bozza di traccia, ovviamente.. la maledizione della camera d'albergo non mi abbandona ancora). 

Milano non è solo il Duomo sotto la neve, ma anche la magia dei suoi Navigli.







mercoledì 27 marzo 2013

Scrivere una canzone: Sarà




Scrivere una canzone. Una delle cose più belle che si possano fare nella vita. Sentire il pezzo che nasce nella mente, dal nulla. Iniziare a scrivere una frase al volo, e subito scivola via tutto il testo. Poi quelle parole prendono un'anima e si comincia a canticchiarla. E rimane lì, finchè non si arriva davanti alla chitarra. E su quel ritornello arrivano degli accordi, una melodia. Poi un riff di batteria. E arriva un brivido. Questo è un post apparentemente OT(che bello! quanto tempo che non lo scrivevo! mi ricorda gli anni dei newsgroup, quando la metà dei messaggi erano OT) perchè non parla della costruzione della chitarra.. e in questo caso nemmeno la uso. Però l'emozione per questo pezzo è stata talmente forte che.. alla fine, ci sta. E' una bozza, l'ho dovuto registrare nella camera dove sto.. di sera, senza poter far rumore. Quindi anche la voce è bassa e fuori tono ma.. Mi sono divertito a pensarlo, mi sono divertito a suonarlo.. e mi piace poter provare a far passare quella emozione. 

Mettetevi comodi, chiudete gli occhi.. Sarà è il titolo, e la potrete ascoltare da qui 




lunedì 25 marzo 2013

Milano sotto la neve: il Blues

Vi è mai capitato di avere una canzone in mente? Un ritornello maledetto, che vi entra dentro e non lo si toglie più. A me capita spesso.. spessissimo. Sia di canzoni che mi piacciono sia - peggio- di pezzi che non ascolterei mai volontariamente. E poi a volte, anzi spesso, a me succede un'altra cosa. Parte in un angolo della mente una canzoncina, un loop. A volte un ritmo, a volte una parola, a volte un suono. E rimane lì nella penombra. Ma so che c'è. Poi, all'improvviso, a quel suono ne segue un altro. A quel ritmo si aggancia una parola. A quel riff si fonde un'altra ombra che avevo nella mente. E diventano tutt'uno. E una frase diventano due. Al ritornello aggancio anche il bridge o l'arrangiamento. Le parole trovano un senso. Inizio a respirare l'aria di una canzone. Soprattutto per il blues, mi succede. Mi immagino l'atmosfera, la situazione. E come fosse la scena di un film che mi appare davanti agli occhi, provo a raccontarla. 

Non c'è una formula fissa, nè un inizio o una fine. Non riesco a pilotarla, viene fuori e basta. Mi è sempre successo così. Ora, ogni volta che lavoro sulla chitarra, penso ad un blues. Lo lascio correre lungo la mente, senza controllo. Non provo ad incastrarlo dentro ad una metrica o un cluster, semplicemente è libero. Di dire, di urlare, di arrivare dove vuole. E poi lo tengo stretto, finchè non lo fisso su un foglio.

Perchè la cosa peggiore dello scrivere una canzone, è dimenticarla. Anche questo mi succede spessissimo. Ed è una cosa che odio. Davvero. Ci rimango male per giorni e giorni, e più provo a ripensarci, meno mi viene in mente. E' un incubo, una ossessione. Ormai ho imparato a conviverci, ma non è stato sempre così. Adesso vivo con blocchetti per appunti ovunque, persino sul comodino. E' durante la notte, quando ci si sveglia, che si crea meglio. Almeno, nel mio caso. Ho scritto già diversi pezzi sognandoli arrangiati con la mia chitarra, so -spero - che un giorno riuscirò a farli davvero. 

Ancora non è arrivato il momento del mio blues perfetto, ne sono lontanissimo. Ma non è arrivato nemmeno il momento della chitarra perfetta... per cui alla fine i conti tornano.

Se c'è qualcuno che sta leggendo queste parole, e ha la passione per il Blues. Se c'è qualcuno che ha voglia di prendere delle parole, provare a sentirle.. e capire cosa può venirne fuori.. questo è il posto giusto. Se qualcuno vuole andare oltre la filosofia 2.0 dell'interazione...e per un momento, per un solo attimo condividere più di un commento..ma un pezzo di anima: questo è il posto giusto.


Ho scritto questo pezzo sotto la neve, a milano, in febbraio. Stavo andando ad un appuntamento di lavoro. 


Ci sarebbe anche la musica, ma..se ognuno ha una parola da aggiungere o un arrangiamento su cui farle volare.. 



milano sotto la neve
in un silenzio che non si può raccontare
sotto un cielo di lampioni spenti
e qualche luce che non va a dormire

c'è ombra che balla nel vento
in un waltzer che non avrà fine
in ogni notte che sembra infinita
e la luna che guarda lontana


ballo con te, mia dolce signora
ballo con te questo waltzer, di noi
ballo con te nel ritmo, per strada e poi
riportami a casa è qui.. riportami qui 

milano un altra illusione
e troppe vite da vivere insieme
non c'è giorno, notte, che basti
per sentirsi davvero contenti

milano ti prende e ti culla
e ti abbraccia con la sua magia
ma questa notte, la neve che cade
questa milano è soltanto mia